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Le origini della pianta di Dracocephalum moldavica, volgarmente conosciuta come Melissa turca o moldavica, sono da collocarsi senz'altro in zone più remote della Moldavia da cui prende il nome: probabilmente l'Himalaya e la Siberia Meridionale, dato che il suo impiego terapeutico è storicamente attestato negli antichi trattati di farmacopea cinese (variante Dracocephalum Hong, in cinese 香青兰, Xiang qing lan, "bambino fiore profumato"), nella medicina tradizionale persiana (col nome di Badershoo), nei trattati medici dell'arabo Avicenna (col nome di رس التنين Ras et tannayn). 

Le cronache dei nostri archivi raccontano che, durante un pranzo nel convento carmelitano di Venezia, un frate si sentì male e il padre priore lo fece rinvenire facendogli annusare l’Acqua di Melissa: è la prima attestazione dell'impiego di questo preparato a base di Melissa moldavica, distillato dai religiosi carmelitani sin dal 1710 a Venezia. Padre Giacinto di S. Alberto, che nel 1841 fu il primo a mettere per iscritto la ricetta, la attribuisce a un frate originario del Tirolo del XVIII secolo: da allora la formula era stata tramandata oralmente e segretamente da soli due frati: quando uno dei due veniva meno, l'altro istruiva un nuovo frate sulla preparazione dell'Acqua di Melissa. Carlo Goldoni nelle sue commedie la menziona numerose volte, quando le sue Colombine avevano qualche malore. E la prima autorizzazione alla vendita di questo prodotto da parte dell’autorità della Serenissima risale al 1754, autorizzazione grazie alla quale i Padri Carmelitani poterono difendere l'esclusiva sulla loro preziosa pozione dalle imitazioni dei numerosi contraffattori. Da allora le sementi della Melissa, o per meglio dire della Dracocephalum moldavica, vengono gelosamente custodite dai Padri Carmelitani di raccolto in raccolto, da almeno trecento anni: senza di loro questa specie in Italia scomparirebbe. La ricetta oggi utilizzata per la preparazione dell'Acqua di Melissa è la medesima impiegata nei secoli passati; soltanto lo stabilimento produttivo è stato spostato, nel 1982, dal convento di Venezia a quello di Verona e alle sue dipendenze.

Solo a partire dalla fine del secolo scorso sono state svolte sporadiche ricerche sull'estratto di Dracocephalum moldavica, soprattutto per chiarire la composizione e per identificare le tecniche di coltivazione e di estrazione più vantaggiose. I risultati hanno dimostrato la presenza di numerosi composti organici particolarmente efficaci per l'azione antiossidante, antibatterica e antimicotica.

Queste proprietà hanno dato al prodotto "Melissa" ampia diffusione nella tradizione popolare, ma non vi fu mai un riconoscimento ufficiale come "specialità medicinale". Negli anni dal 1928 al 1937, tuttavia, vengono riconosciuti allo Spirito di Melissa premi quali:

  • Diploma d'onore (Padova, 1928)
  • Premio di merito (Come, 1936)
  • Gran premio di Tripoli (1937)

Finalmente, nel 1972, su istanza dei religiosi, fu concessa l'offerta al pubblico come prodotto di erboristeria. L'Acqua di Melissa è attualmente annoverata nell'Atlante dei prodotti agroalimentari tradizionali del Veneto, mentre la Dracocephalum moldavica è compresa fra le "Sostanze e preparati vegetali ammessi" dal Ministero della Salute (Allegato 1 al D. M. 9 luglio 2012).